pedagogia filosofia e attualità

Luogo di incontro collettivo tra riflessioni e confronti su tutto ciò che ruota intorno alla psicopedagogia, filosofia ed altro ancora


CITAZIONE:

I tuoi figli non sono figli tuoi. Sono i figli e le figlie della vita stessa. (...) Tu sei l'arco che lancia i figli verso il domani. (Kihlil Gilbran)

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lunedì, 25 giugno 2007
assegno mantenimento figli separati

Cassazione: trauma da separazione? Il figlio va mantenuto anche se maggiorenne

copio e incollo dal sito dello studio Cataldi



Il figlio che ha subito un trauma a causa della separazione dei propri genitori e che per tale motivo si è trovato a dover abbandonare gli studi e a rimediare un lavoro diverso da quello conforme alle proprie aspirazioni, ha diritto ad essere mantenuto da mamma e papà di essere anche se maggiorenne.

E’ quanto deciso dalla Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sentenza n. 12457/2007) che ha confermato quanto precedentemente deciso dai Giudici di merito i quali avevano riconosciuto il diritto al mantenimento rilevando che il figlio aveva "abbandonato gli studi in cui aveva mostrato difficoltà per il disagio prodottogli dalla separazione, assai conflittuale, dei genitori".

Il ragazzo, infatti, aveva subito un forte trauma che aveva determinato "sofferenze psicologiche per le quali aveva dovuto ricorrere al sostegno di psicoterapeuti".

Inutilmente il padre si è rivolto alla Cassazione chiedendo di essere dispensato dal mantenimento, giacché la Corte ha sottolineato che il ragazzo benché maggiorenne "tuttora dipendente non per sua colpa dai genitori", ai fini del mantenimento, deve essere equiparato a un "figlio minore". I Giudici infine hanno sottolineato che tale circostanza "impone di ravvisare la protrazione dell'obbligo di mantenimento, oltre che di educazione e di istruzione, fino al momento in cui il figlio stesso abbia raggiunto una propria indipendenza economica, ovvero versi in colpa per non essersi messo in condizione di conseguire un titolo di studio o di procurarsi un reddito mediante l'esercizio di un'idonea attività lavorativa, o per avere ingiustificatamente rifiutato detta attività".



Fonte e autore:
Roberto Cataldi)

Postato da: kappa_pera alle 11:25 | link | commenti |
separazione, mantenimento figli

venerdì, 31 marzo 2006

Come per magia
 
Table Bay, Sudafrica
Yanga Mentyisi è un bambino di nove anni che ha imparato la tecnica di levitazione al college di magia di Città del Capo. Quest'anno sessanta bambini della township studiano gratuitamente alla scuola per illusionisti fondata nel 1980 dall'ex animatore David Gore.
Gli insegnanti sono volontari e le lezioni si svolgono il sabato mattina. Alla fine dei tre anni di corso viene rilasciato un diploma di mago.
fonte: The New York Times

Postato da: kappapera alle 10:01 | link | commenti (2) |
scuola, curiosità

lunedì, 27 marzo 2006

L'inizio di una nuova esistenza
Inizio atteso. Inizio desiderato. Inizio di qualcosa che non arriva. Inizio di qualcosa che è arrivato. Inizio di un cambiamento, di una nuova vita o di una vita nuova. Inizio di un film o di un racconto o di un brano musicale. Inizio di esperienze, di conoscenze, di amicizie, di amori. Inizio dell'infanzia, dell'adolescenza, dell'età adulta e della vecchiaia. Inizio dell'inizio e inizio della fine.
E in quella mattina accadde ciò che sconvolse la mia esistenza.
Inaspettatamente, mi ritrovai catapultata da un ruolo all'altro. Come se avessi sempre guardato il mondo dal basso verso l'alto e poi, all'improvviso, mi fossi ritrovata a guardarlo dall'alto verso il basso. Catapultata così! Scaraventata dall'altra parte: una figlia diventata madre! Vissi intensamente questa sensazione e, malgrado la paura di non essere in grado, la accolsi con felicità.
Mia figlia stava dormendo tra le mie braccia.  Il suo sonno sereno donava un'aria serafica al suo visetto. Era bellissima e il suo respiro odorava di buono. In preda all'estasi, la osservavo avidamente senza farmi sfuggire un solo millimetro del suo corpo. Sentivo una gioia infinita nel mio cuore che traboccava amore.
D'altro canto, quei pensieri meno piacevoli, si riaffacciavano: dovevo prendere consapevolezza che era la fine di un ruolo, quello di "figlia", donna, ma eternamente bambina per una madre. Da quella mattina la direzione si invertì inderogabilmente, perché ero diventata io il punto di riferimento, il pilastro, la dispensatrice di amore, di incoraggiamenti, di consolazioni, di educazione, di protezione. Ero io la mamma.
Questa sensazione di perdere qualcosa di sacro e rassicurante non l'avevo considerata. Si può forse immaginare un cambiamento, una vita più programmata e meno "squilibrata", ma non si può capire fino in fondo la sensazione di perdere e nello stesso momento acquistare qualcosa di grande, sensazione di "crescita".
Non nascondo che ciò mi spaventava, ma anche mi dispiaceva. Immaginavo me bambina, a cinque anni, senza più ciambella a paperella perché ormai si è grandi per nuotare con quella roba lì. O quando ormai quella simpatica vecchietta non ti porta più sbalorditive sorprese, perché ormai non ci credi più. Eppure era bello giocare, era bello aspettare la befana anche se non ci credevi più! Perché è sempre bello e magico credere a ciò che non credi... homo ludens.
All'improvviso, il mondo disincantato, visto con gli occhi di una fanciulla che invoca la favola e la magia. Eppure, anche con tanta delusione, un tempo si poteva ancora vivere felici e tranquilli, tanto c'era mamma, che con le sue braccia grandi ti stringeva a sé e ti scaldava il cuore, soprattutto quando rischiava di congelarsi.
Sensazioni sgradevoli e poco rassicuranti, che probabilmente a volte provengono dall'insicurezza che attanaglia il principiante.
Immancabilmente arriva la paura che si impossessa della ragione.
Paura di non saper dare il meglio di te; paura di non essere in grado di dare tanto quanto hai ricevuto; ma anche paura di volersi ritrovare bambini, perché loro non hanno il peso delle responsabilità, ma il diritto di essere amati e guidati.
Ecco il grande cambiamento: dall'essere guidati al guidare. Dal ricevere al dare.
E allora, guardando dall'alto, in un giorno lontano da quella mattina, vedo una donna spaventata, ma felice. Si è alzata da sola, qualche volta ha vacillato e altre no, ma passo dopo passo ha acquistato sicurezza, nutrendosi di energia e di buon senso dettato solo dall'amore materno; una donna pronta a donare se  stessa con consapevolezza e responsabilità

Postato da: kappapera alle 16:13 | link | commenti |
affetti familiari

venerdì, 24 marzo 2006

Pane e  francobolli
Nei suoi 5 anni a capo del Ministero dell'Istruzione, Letizia Moratti ha firmato una settantina di protocolli d'intesa con enti e associazioni. Tra gli ultimi si annoverano, per quanto riguarda l'offerta formativa, i progetti "Filatelia a scuola" e "Bridge a scuola". I miei dubbi vertono inevitabilmente sulla "filatelia", perchè considero il collezionismo una forma particolare di religione, di fede, di desiderio interiore e questo, in quanto tale, dovrebbe nascere spontaneamente e non indotto deliberatamente. Riguardo al bridge, è un gioco che non conosco e non posso esprimere obiezioni sulle sue finalità,  che immagino siano di tipo logico e strategico,  ma non capisco, leggendo il protocollo d'intesa, come si possa, attraverso questo gioco, "promuovere lo sviluppo delle competenze sociali e relazionali, di capacità di costruzione dell'identità personale e di abilità cognitive". Sono curiosa di sapere il parere dei nostri ragazzi, i quali, a mio parere, potrebbero raggiungere questo obiettivo attrverso attività più stimolanti e adatte alla loro età, come la musica (a proposito: aspettiamo ancora i licei musicali... come ci avevano promesso), la scrittura creativa... questo è quello che mi viene in mente ora, ma se ci mettessimo a ragionare per benino ne verrebbero mille altre.

Postato da: kappapera alle 10:19 | link | commenti (1) |
scuola

mercoledì, 15 marzo 2006

bambini soldato
Come aiutare i bambini soldato
C'è un diritto fondamentale dei bambini poco riconosciuto in diverse parti del mondo: il diritto al sorriso.
La Fondazione Mago Sales ha impostato gran parte della sua attività sull'idea, appunto, di diffondere l'esercizio di questo diritto fondamentale.
Punto di forza è il progetto per liberare i ragazzi soldato dalla loro insopportabile condizione. Sono più di 300.000 i minori di 18 anni oggi impegnati in conflitti nel mondo. Altre centinaia di migliaia hanno combattuto in 25 diversi conflitti, nell'ultimo decennio, alcuni negli eserciti governativi, altri invece "arruolati" dalla guerriglia: il fenomeno è più grave in Africa, ma non risparmia neppure l'Asia e l'America Latina.
La guerra in Uganda, a questo proposito, è emblematica. Si calcola che ogni sera 40 mila bambini migrano in cerca di rifugio dai loro villaggi. Tanti di loro vengono rapiti e adoperati in questa terribile guerra civile che dura da diciotto anni.
I metodi di addestramento sono estremamente brutali e violenti. La maggioranza ha dai 15 ai 18 anni, ma ci sono bambini combattenti di 10 anni che vengono rapiti quando ne hanno 6-8, addestrati e torturati se si ribellano.
Lo stesso dramma tocca anche le bambine.

Iniziative di sensibilizzazione nelle scuole e nei centri giovanili vengono realizzate in tutta Italia in collaborazione con Libera e il Gruppo Abele di Don Ciotti.
Il modo più immediato per dare un contributo è quello di realizzare un'adozione a distanza per cercare di restituire a queste piccole vittime il diritto al sorriso.
Per saperne di più, vai sul sito ufficiale della
Fondazione Mago Sales o telefona al nr 011-9538353
by deamail

Postato da: kappa_pera alle 09:34 | link | commenti |
diritti umani, solidarietà

martedì, 15 novembre 2005

Basta solo un sms

Come ogni giorno, questa mattina ho aperto la posta ed ho trovato un PPS insolito. L'ho letto, riletto, chiuso e riaperto e riletto e riletto e chiuso. E riaperto, riletto, bloccato per prendere appunti e richiuso. Non era come gli altri! Era speciale. Chiedeva solidarietà e un piccolo contributo per aiutare molti bambini affetti da schistosomiasi intestinale.
Abituata a ricevere sempre i soliti giochini o barzellette, e ancora incredula, ho approfondito la questione navigando su internet, che ancora una volta si è rivelato uno strumento preziosissimo.
Ho scoperto che cosa è la
schistosomiasi intestinale
 
Infestazione parassitaria diffusa in 74 paesi della fascia intertropicale. In molte zone colpisce anche l'80 per cento dei bambini.
E' causata da un piccolo verme parassita (la cui larva infesta le acque dei fiumi e dei laghi), che, al semplice contatto, perfora la pelle e, una volta penetrato, si lascia trasportare dal sangue per raggiungere le vene intorno all'intestino.
+ numerosi sono i vermi + grave è la malattia
+ si entra in contatto con le acque + sale il rischio di prendere infezioni
Cosa succede se si hanno più contatti con il fiume:
-         dolori addominali cronici
-         emissione di feci con sangue e muco
-         gonfiamento dell'addome per l'ingrossamento di milza e fegato
-         cirrosi epatica in adolescenza
-         formazione di acqua nella pancia
-         formazione di varici nell'esofago che, nei casi più gravi, si rompono con conseguente emorragia che porta alla morte
Spesso i bambini muoiono vomitando sangue!
 
L'iniziativa - valida fino al 30 novembre - è stata promossa dall'Associazione Italiana Carlo Urbani. Dopo avervi aderito, volgo a voi la proposta.
Si tratta di un SMS, ma diverso dagli altri, diverso da quelli che siamo abituati a ricevere o inviare, diverso, ma più importante, che potrebbe servire, invece a donarci un sorriso, a salvare molti bambini. Un sms diverso come diverso è stato il PPS che ho ricevuto.
Grazie
PS chi è interessato a ricevere il PPS, può inviarmene richiesta con una e-mail

Postato da: kappa_pera alle 16:23 | link | commenti |

lunedì, 07 novembre 2005

Mammoni e immaturi

Da una ricerca condotta da Riza Psicosomatica emerge che gli italiani non sono mammoni, ma semplicemente immaturi. 7 italiani su 10, infatti, vivono gli affetti quotidiani come un obbligo e talvolta come una finzione continua, specialmente per quanto riguarda il rapporto con la mamma.

Non sono completamente d'accordo.... proviamo a discuterne insieme?

Postato da: kappa_pera alle 16:23 | link | commenti (1) |
affetti familiari

mercoledì, 15 dicembre 2004
L'isola degli IGNOTI

L'Isola degli IGNOTI

Al convegno "La nuova solitudine", neurologi e antropologi hanno puntato il dito contro i reality show che ormai impestano i programmi TV. I nostri ragazzi, infatti, seguono incollati allo schermo e nel chiuso di una stanza le vicende dei reality, vivendo, però, in uno stato di isolamento, un senso di spersonalizzazione e frustrazione.

Mi chiedo, quindi, se questi reality, oltre a suscitare tesi e controtesi sul loro livello culturale, possano anche doverosamente essere imputati di nuocere al benessere e alla salute psicofisica del ragazzo.

Mi immagino una ragazza adolescente che segue con passione un programma del genere e che vorrebbe essere anche lei, ragazza comune come loro, sotto i riflettori.

Ed è proprio Rosario Sorrentino, membro dell'Accademia americana di neurologia a dichiarare che "La sindrome dell''isola dei non famosi colpisce un numero crescente di giovani, delusi perchè estromessi da quella che ritengono la vita vera, vissuta dai personaggi televisivi".

Non avrei mai immaginato che le conseguenze di questa nuova forma di disagio psichico potesse portare ad un forte senso di insicurezza, ridotta autostima, cambiamenti d'umore e dei comportamenti alimentari fino a raggiungere anoressia o bulimia. E, come se non bastasse, ansia, depressione, aggressività e abuso di droghe e alcool.

Sulla stessa lunghezza d'onda Cecilia Gatto Trocchi, docente di Antropologia alla Terza universita' di Roma, che accusa anche molti spot di successo, ispirati a modelli di vuoto individualismo. "Nell'ultimo quarto di secolo si e' sgretolato il tessuto sociale tradizionale che si manifestava in diverse forme di comunita', dalla famiglia estesa ad altre forme di aggregazione. Tutto e' stato immolato sull'altare dell'esaltazione dell'individuo, inneggiando alla liberta' senza limiti, proponendo il disinteresse al bene comune e la sottomissione a modelli consumistici e competitivi".

 

Allora mi chiedo, o sono troppo esagerati e allarmisti gli esperti che stanno studiando questo fenomeno, oppure siamo arrivati alla frutta. Nel senso che le TV non si fanno più scrupolo degli effetti dannosi dei loro programmi, non valutano l'impatto che possono provocare su un pubblico prevedibilmente formato da giovani. Quindi: noi adulti, noi genitori, noi educatori rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di porre rimedio a questa società inculturale, dannosa e senza scrupolo!!!

Postato da: Emma_ alle 10:24 | link | commenti (6) |